Giuseppe Fierino Lucchini - Gennaio 1986

Risale agli anni trenta, a Milano, il mio primo incontro con Aldo Bergonzoni, entrambi impegnati moltissimo non solo nella sopravvivenza artistica ma anche in quella fisica. Le personali vicissitudini ci spinsero a separarci, inseguendo pero' ideali comuni in tortuose e difficili vie diverse.

Negli anni Trenta i nostri contatti furono piu' frequenti e la nostra amicizia si rinsaldo' anche perché, per un breve periodo, Aldo fu ospite di quella specie di crogiolo artistico creato dal mecenatismo della signora Ninna Fumagalli Gozzi nella lussuosa cornice di Villa Giraffa a Goito, mio paese di residenza.

Superato il periodo bellico, lo rividi, visitando frequentemente il suo studio nel Palazzo del Podesta' che, forse per essere stato adibito anche a prigione, mi ricordava le atmosfere di certe stampe di Piranesi. La sorta di tunnel in cui lavorava aveva un'unica finestra ed era ingombro di trespoli, sculture, cartoni ed un'infinita' di altri attrezzi e oggetti disparati, compresa la classica stufetta a carbonella, divoratrice di tutti i ritagli e gli scarti che potessero produrre un po' di calore.

Li' l'amico seguiva la sua interminabile ricerca, mettendo a frutto le inesauribili risorse d'invenzione e la sua capacita' di andare oltre la crosta del reale. Il mio occhio di pittore era ogni volta stupito dalle sensazioni cromatiche che riuscivano a suggerire le vibranti superfici modellate dalle sue mani sensibilissime. Aldo era invece quasi sempre insoddisfatto dei suoi risultati, esprimeva severi giudizi su quanto andava facendo, concludendo con quello che era diventato quasi un ritornello : "va a saver".

Per me queste parole rappresentavano la sintesi di tutto il suo pensiero ipercritico, che guidava il suo modo di lavorare e quasi sempre lo condannava a distruggere le opere anche quando a me sembravano molto valide. Ricordo con acuta nostalgia la carica umana dell'amico sempre disponibile ad aiutare e a indirizzare tutti in maniera premurosa, specialmente i giovani, dei quali spesso godeva la stimolante compagnia.